COLLECTORS´ CLUB
Personal & Home E-Tech,
1975-1995
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Collectors´ Links
――――――――――――――――――― Für Sammler Per i collezionisti [en] An Illustrated Quiz ● 1000bit
[it]
Ritrovo di collezionisti [en] Online Museum [de] Online Ausstellung [en] World Wide Products [en] Yahoo
Directory [it] Il PC prima dell´Apple Active Groups ――――――――――――――――――― ● Members: thisurl/******.html
PC Games
Collectors (intl) Early
Instructive Computer Games MS-DOS
Genealogists (intl) en/de/it
Versions Family Tree Tracers Friends of
Joyce (intl) PCW 8256 Lovers The Cracker
2 Club (intl) Analyzing
an ingenious worksheet Old
Software Fans (I) Ricordando Wordstar, Ventura, ecc. Collezionisti
Cellulari (I)
Reclamizzato nel 1990 come “primo
vero telefono tascabile personale” per
il suo peso di “solo” mezzo chilo (gr.
440, per essere precisi) e perché era “tascabile” (cm. 185x59x30, senza l’antenna),
con le batterie ricaricabili “molto potenti” : finché nuove, 1 ora di
conversazioni e 24+ ore di standby. Nel 1992 non era più tra i
modernissimi, ma sempre ben venduto, perché
costava “solo” l’equivalente di uno
stipendio men- sile medio. Ma le telefonate (non c’erano le
prepa- gate) erano assai costose. Finché qualcuno si accorse che con
un un po’ di conoscenze tecniche lo si
poteva trasformare in una vera e propria
rice-trasmittente a lungo raggio, sfruttando la rete, telefonando gratis con
chiamate di- rette (a qualcuno che aveva lo
stesso apparecchio, anch’esso
opportunamente “trasformato”), e, senza volerlo, si inter- cettavano, a caso, altre
telefonate. Una curiosità dell’era IT, finita
anche su internet (completa della ricetta
per la trasformazione), e poi, — anni dopo
— finita per l’intervento delle
autorità. Oggi i P3, funzionanti e accessoriati, sono tra i più coccolati negli
ambienti retro cellphones. ● E-Mail Pocket
Calculators (intl) 1969-1999 models, e.g.:
Pocket Sized Credit Card Sized 2 x 1,5 V Batteries Hi-Power
Light Cells ● E-Mail |
Quiz
――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――― Types of early desktops, laptops and
palmtops sold in Europe, I, D, A, CH, eg.: Remember what “PET” stands for, and
which one´s the “PET” among these?
Sapete dare un nome a queste macchine, a
suo tempo vendute anche in Italia? Diese Maschinen wurden seinzereit auch in
D, A, CH verkauft. Wer kennt sie? Original OS
――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――― 1976-1996 Original Personal & Home
Computer OS sold in Europe, eg in I,
D, A, CH Active
Forum: How can we
prevent OS/AS-SW on original HD or FDs from vanishing? — (c)
Brand Marks & Symbols copied from Original Software Packages
Wer solche oder ähnliche Screenshots aus eigener Erfahrung kennt, ist
bei uns willkommen.
Vi sono familiari videate come queste, o simili? Se sì, siete i benvenuti nel nostro Club. Handheld, Palmtop, PDA
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Will they work after hibernation? Or would it be
better keep ´em awake, once a months or so? The now some 30-years-old PB 300 will
need a fresh thermal paper roll, hope there´ll be some. Our older Psions behave like youngsters, the younger ones are
losing their display brightness
Casio PB 300 (1983) Psion Series 3a-c
/ Psion Series 5n-pro 173x90x20 mm/2 CR 2032 Variety of 1991-1998 models & versions Desktop & Portable
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Here is a
typical Low-Price “Home & Hotel” Couple, late Eighties, same OS & SW
w/ Epson LQ 300 Mini Printer, 1 additional 5,25” Floppy-Drive
connectable to Alt 286
Not our oldest, nor the quickest, but the preferred for their
reliability: busy for 5 and 4 years, with
a great variety of SW of their time, retired 1993, they are still
young and strong.
Amstrad 1640 Desktop > 1986 Amstrad Alt 286 Laptop > 1988
With the same SW running on both machines, a Host-Guest-Connection
could be performed simply by connecting
them, eg., with a two-female printer cable. ― More skilled users
could even pull out the 1640s “B” drive and connect
it to an AC adapter and a parallel printer cable, to use it as an
external 5,25” FD for the ALT. |
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Prima pagina ● /\ Top
Per
approfondimenti:
[en] An Illustrated Quiz COMMENTO In quell’occasione girava tra gli stand il commento del rappre- sentante di un Big americano: Gosh, those Europeans
really do know how to
make table-sized computers. Luck for us they don`t know how t´ sell
´em. ...sti europei
sanno ben come fare i
computer da tavolo. For- tuna
nostra che non sanno venderli Infatti, la P6060 era accompagna- ta da un bel depliant con tutti i dati tecnici, rivolto al pubblico esperto, mentre giapponesi ed americani nella loro pubblicità si rivolgevano ad una futura utenza generica: Take
it. Try
it. Enjoy it. E poi i venditori europei, alla do- manda “quanto costa?” iniziavano un discorso: “dipende da...”. ― I
rappresentanti degli americani e giapponesi invece prima davano una cifra, e poi spiegavano: com- preso un corso operatori... 30 anni
dopo (2006), in Germania in
occasione dell ●’Informatikjahr, un gruppetto di appassionati tede- schi tifava
per quella “Bella Italia- na”,
targandola “la Prima col Flop- py Disk”, e
invocando un “giusto posto”
nella parata dei PC storici. Nemo profeta in patria? Back to
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L’Olivetti P6060: Il “PC” che c’era prima dell’Apple! Olivetti
P 6060 ― Un´elegia al PC
che c’era prima dell’Apple [ Risposta a quesito ] di Ernst Friedrich
Richter, interprete alla Fiera di Hannover nel 1975
Olivetti P
6060, 1975 Apple 1, 1976 ――――――――――――――――――――――――――――― Per la verità, i ragazzi di
“Apple”, Steve Jobs e Stephen Wondriak, non avevano mai affermato di aver costruito “il primo PC”.― Il loro annuncio, nel
1976, era questo:
Ritaglio: “Apple presenta il primo sistema di
microcomputer a basso prezzo...” Il prezzo di un Apple I era di 666
dollari. Come monitor poteva essere connesso un comune televisore. Si leggevano 24 righe per
40 caratteri. Come stampanti allacciabili erano in discussione anche alcuni modelli di
normali macchine da scrivere elettroniche... Nell’anno seguente uscì l’Apple
][, dotato di monitor, prodotto in serie, in varie versioni, da 1.500 a 3.000 dollari. Ma
contemporaneamente apparvero sul mercato anche i Tandy, i Commodore, e altri, a prezzi più
o meno popolari. E´ vero che un’Olivetti P6060 (o
una macchina molto simile ad essa) fu presentata alla Fiera dell’Elettronica di Hannover
(D), nel 1975. Io c’ero, e l’ho vista. Al posto del monitor o del
televisore allacciabile aveva la stampante incorporata, e in più l’input era agevolato da un display
monoriga. E funzionava coi floppy disk. Nell’insieme, era una macchina comoda, poco
ingombrante, ed anche elegante: Fu chiamata, dagli intenditori, la “Bella Italiana”. Ma la “Bella” era anche un po’
“misteriosa”: nessuno degli addetti allo stand sapeva fornire informazioni precise sul prezzo. Poi, uno o due anni dopo, fu messa
in vendita: in due versioni, a prezzi da... grattacapo: da 8.000 e da 10.000 dollari
(sic!). La storia della P6060 – frutto di tecnologia geniale, ma vittima di un marketing non proprio
azzeccato –
è stata commentata più volte nei circoli specializzati,
tra i rivenditori del settore, in Germania soprattutto. In Germania, l’Olivetti, nel suo
settore “naturale” delle macchine d’ufficio, aveva una fama paragonabile alle grandi marche
dell’industria automobilistica o ai grandi nomi della moda, o dei grandi vini. Ma nel campo della microinformatica,
dei nuovi computer da tavolo, i produttori europei, Olivetti compresa, nel loro marketing
si rivolgevano ad un pubblico specializzato, per così dire a centomila
tecnici dell´informatica. Gli americani e i giapponesi, nella
loro pubblicità, si rivolgevano a milioni di impiegati e di segretarie, di scolari e studenti presentando il computer da tavolo come un normale attrezzo per il lavoro, per lo studio,
per l’amministrazione familiare. E che altro dire... Tra i siti che ricordano la P6060 c’è l’Old
Computers . Se aprite questo link, a piè
di pagina trovate anche i dati tecnici dei
modelli di serie, dal 1976/77 in poi... e qualche simpatico commento. La storia di Apple e dei suoi contemporanei invece è ampiamente e
dettagliatamente documentata sui siti accessibili tramite link al /\ Top. |
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