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           COLLECTORS´ CLUB

      Personal & Home E-Tech, 1975-1995

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Collectors´ Club Dad:

Severino Borghi,

Early Home & Family PC

Salesman, Tutor & Trainer

 

 

 

 Collectors´ Links 

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 Für Sammler    Per i collezionisti

 

   What Was the First PC?

     [en] An Illustrated Quiz

 

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     [it]  Ritrovo di collezionisti

 

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     [en] Online Museum

 

  Computer-Archiv 

     [de] Online Ausstellung

 

  Futurebots

    [en] World Wide Products

 

  Collecting Computers

     [en] Yahoo Directory

 

  Olivetti P6060  

     [it] Il PC prima dell´Apple

 

 

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Analyzing an ingenious worksheet

 

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Collezionisti Cellulari (I)

 

 

 

 

Nec P3 (1990/91)

 

Bestseller in Giappone e nel

Nord America, in Europa è

stato venduto prima in GB

e IRL e (a partire dal 1992)

anche in Italia ed Austria.

 

 

Reclamizzato nel 1990 come “primo vero

telefono tascabile personale” per il suo

peso di “solo” mezzo chilo (gr. 440, per essere precisi) e perché era “tascabile”

(cm. 185x59x30, senza l’antenna), con

le batterie ricaricabili  “molto potenti” :

finché nuove, 1 ora di conversazioni e

24+ ore di standby.

 

Nel 1992 non era più tra i modernissimi,

ma sempre ben venduto, perché costava

“solo” l’equivalente di uno stipendio men-

sile medio.

 

Ma le telefonate (non c’erano le prepa-

gate) erano assai costose.

 

Finché qualcuno si accorse che con un

un po’ di conoscenze tecniche lo si poteva

trasformare in una vera e propria rice-trasmittente a lungo raggio, sfruttando la

rete, telefonando gratis con chiamate di-

rette (a qualcuno che aveva lo stesso

apparecchio, anch’esso opportunamente “trasformato”), e, senza volerlo, si inter-

cettavano, a caso, altre telefonate.

 

Una curiosità dell’era IT, finita anche su

internet (completa della ricetta per la

trasformazione), e poi, — anni dopo —

finita per l’intervento delle autorità.

 

Oggi i P3, funzionanti e accessoriati,

sono tra i più coccolati negli ambienti

retro cellphones.

 

 E-Mail   

 

 

Pocket Calculators  (intl)

  

1969-1999 models, e.g.:

  

   >>  

 

Pocket Sized             Credit Card Sized

2 x 1,5 V Batteries     Hi-Power Light Cells

 

 E-Mail   

 

  Quiz

   ―――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――――

    Types of early desktops, laptops and palmtops sold in Europe, I, D, A, CH,

    eg.: Remember what “PET” stands for, and which one´s the “PET” among these?

 

                       

 

   Sapete dare un nome a queste macchine, a suo tempo vendute anche in Italia?

   Diese Maschinen wurden seinzereit auch in D, A, CH verkauft. Wer kennt sie?

 

 

  Original OS

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   1976-1996 Original Personal & Home Computer OS sold in Europe, eg in  I, D, A, CH

   Active Forum: How can we prevent OS/AS-SW on original HD or FDs from vanishing? —

 

      

                                                                                     (c) Brand Marks & Symbols copied from Original Software Packages

 

         

 

   Wer solche oder ähnliche Screenshots aus eigener Erfahrung kennt, ist bei uns willkommen.

   Vi sono familiari videate come queste, o simili?  Se sì, siete i benvenuti nel nostro Club.

 

 

 

  Handheld, Palmtop, PDA

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   Will they work after hibernation? Or would it be better keep ´em awake, once a months or so?

   The now some 30-years-old PB 300 will need a fresh thermal paper roll, hope there´ll be some.

   Our older Psions behave like youngsters, the younger ones are losing their display brightness  

  

                                             

 

      Casio PB 300 (1983)                          Psion Series 3a-c / Psion Series 5n-pro     

      173x90x20 mm/2 CR 2032            Variety of 1991-1998  models & versions   

        

 

  Desktop & Portable

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    Here is a typical Low-Price “Home & Hotel” Couple, late Eighties, same OS & SW

    w/ Epson LQ 300 Mini Printer, 1 additional 5,25” Floppy-Drive connectable to Alt 286

 

    Not our oldest, nor the quickest, but the preferred for their reliability: busy for 5 and 4 years, with

    a great variety of SW of their time, retired 1993, they are still young and strong.

 

              

  Amstrad 1640 Desktop > 1986                                  Amstrad Alt 286 Laptop > 1988        

 

 CPU + Monitor VGA (12,6”)  ~ 16 kg

 CPU Base cm 37 x 38 / 16h + Keyboard 37 x 16/2h

 Intel 8086 / 8 MHz / MS-DOS 3.1, 3.11, DOS plus

 1 HDD 10 (20MB) , one or two 2 5,25“ FD drives

 RAM 512 expandable to 640 K.

 

 The 1640 worked with most PC/XT compatible SW

 of its time, including early Wysiwyg applications.

 Presented as a “Home Computer” due to the price,

 it was used primarily as a Small>Medium Office PC.

 

Net Weight  ~ 7 kg (+ Travelbag + Modem ~ 9 kg)

Fold ~ cm  31,0 x 38,0 x 9,5h |  Unfold  ~ cm 30-34h

LCD 34 x 28 (10,6”), 1-switch reversable b/w to w/b

1 HDD 20 MB |  1 x 3,5” FDD   |  1-2h Battery Pack.

Intel 80286 / 8 MHz / MS-DOS 3.1 upgradeable

 

In bi-/trilingual Regions, some dealers delivered

these machines at normal list price with a complete

set of interchangeable keys and additional MS-DOS

3.11 language versions, eg., Italian, French, German.

  With the same SW running on both machines, a Host-Guest-Connection could be performed simply by connecting

  them, eg., with a two-female printer cable. ― More skilled users could even pull out the 1640s “B” drive and connect

  it to an AC adapter and a parallel printer cable, to use it as an external 5,25” FD for the ALT.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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      Per approfondimenti:

   

    What Was the First PC?

     [en] An Illustrated Quiz

         

           

                

 

        COMMENTO

 

      In quell’occasione girava tra gli

      stand il commento del rappre-

      sentante di un Big americano:

 

       Gosh, those  Europeans really

       do  know how to make table-sized

       computers. Luck for us they don`t

       know how  t´ sell ´em.

 

     ...sti europei sanno ben come

      fare i computer da tavolo. For-

      tuna nostra che non sanno

      venderli

 

     Infatti, la P6060 era accompagna-

     ta da un bel depliant con tutti i dati

     tecnici, rivolto al pubblico esperto,

     mentre giapponesi ed americani

     nella loro pubblicità si rivolgevano

     ad una futura utenza generica:

 

     Take it. Try it.  Enjoy it.

  

     E poi i venditori europei, alla do-

     manda “quanto costa?” iniziavano

     un discorso: “dipende da...”. ― I

     rappresentanti degli americani e

     giapponesi invece prima davano

     una cifra, e poi spiegavano: com-

     preso un corso operatori...

 

     30 anni dopo (2006), in Germania

     in occasione dell Informatikjahr,

     un gruppetto di appassionati tede-

     schi tifava per quella “Bella Italia-

     na”, targandola “la Prima col Flop-

     py Disk”, e invocando un “giusto

     posto” nella parata dei PC storici.

 

     Nemo profeta in patria?

                                     

                   ― Severino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’Olivetti P6060: Il “PC” che c’era prima dell’Apple!

 

Olivetti P 6060 ―

Un´elegia al PC che c’era prima dell’Apple

[ Risposta a quesito ] di Ernst Friedrich Richter, interprete alla Fiera di Hannover nel 1975

 

                  

Olivetti P 6060, 1975             Apple 1, 1976

―――――――――――――――――――――――――――――

 

Per la verità, i ragazzi di “Apple”, Steve Jobs e Stephen Wondriak, non avevano mai

affermato  di aver costruito “il primo PC”.― Il loro annuncio, nel 1976, era questo:

 

 

Ritaglio: “Apple presenta il primo sistema di microcomputer a basso prezzo...”

 

Il prezzo di un Apple I era di 666 dollari. Come monitor poteva essere connesso un comune

televisore. Si leggevano 24 righe per 40 caratteri. Come stampanti allacciabili erano in

discussione anche alcuni modelli di normali macchine da scrivere elettroniche...

 

Nell’anno seguente uscì l’Apple ][, dotato di monitor, prodotto in serie, in varie versioni,

da 1.500 a 3.000 dollari. Ma contemporaneamente apparvero sul mercato anche i Tandy,

i Commodore, e altri, a prezzi più o meno popolari.

 

E´ vero che un’Olivetti P6060 (o una macchina molto simile ad essa) fu presentata alla

Fiera dell’Elettronica di Hannover (D), nel 1975. Io c’ero, e l’ho vista.

 

Al posto del monitor o del televisore allacciabile aveva la stampante incorporata, e in più

l’input era agevolato da un display monoriga. E funzionava coi floppy disk. Nell’insieme,

era una macchina comoda, poco ingombrante, ed anche elegante: Fu chiamata, dagli

intenditori, la “Bella Italiana”.

 

Ma la “Bella” era anche un po’ “misteriosa”: nessuno degli addetti allo stand sapeva fornire

informazioni precise sul prezzo.

 

Poi, uno o due anni dopo, fu messa in vendita: in due versioni, a prezzi da... grattacapo:

da 8.000 e da 10.000 dollari (sic!).

 

La storia della P6060 frutto di tecnologia geniale, ma vittima di un marketing non proprio

azzeccato  è stata commentata più volte nei circoli specializzati, tra i rivenditori del

settore, in Germania soprattutto.

 

In Germania, l’Olivetti, nel suo settore “naturale” delle macchine d’ufficio, aveva una fama

paragonabile alle grandi marche dell’industria automobilistica o ai grandi nomi della moda,

o dei grandi vini.

 

Ma nel campo della microinformatica, dei nuovi computer da tavolo, i produttori europei,

Olivetti compresa, nel loro marketing si rivolgevano ad un pubblico specializzato, per così

dire a centomila tecnici dell´informatica.

 

Gli americani e i giapponesi, nella loro pubblicità, si rivolgevano a milioni di impiegati e

di segretarie, di scolari e studenti presentando il computer da tavolo come un normale

attrezzo per il lavoro, per lo studio, per l’amministrazione familiare.

 

E che altro dire...

 

Tra i siti che ricordano la P6060 c’è l’Old Computers . Se aprite questo link,  a piè di pagina

trovate anche i dati tecnici dei modelli di serie, dal 1976/77 in poi... e qualche simpatico

commento.

 

La storia di Apple e dei suoi contemporanei invece è ampiamente e dettagliatamente

documentata sui siti accessibili tramite link al  /\ Top.

 

 

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